Anche l’Unità è uscita pazza

E alla fine anche l’Unità è uscita pazza. Se si nota poco è soltanto perché più matto ancora s’è dimostrato il suo anti-eroe Pier Luigi Bersani. Demenza comune, però. Ieri il quotidiano fondato da Antonio Gramsci titolava così in prima pagina: “Patto Grillo-Berlusconi: fermare il cambiamento”. In sé potrebbe sembrare una mistificazione come tante, anche dalle nostre parti spesso la realtà la si aggiusta un po’ alla bisogna. Purtroppo è molto peggio, e non soltanto perché nessuno crederebbe che Grillo e il Cav. possano condividere alcun disegno.
29 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 10:38 | 6 AGO 20
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E alla fine anche l’Unità è uscita pazza. Se si nota poco è soltanto perché più matto ancora s’è dimostrato il suo anti-eroe Pier Luigi Bersani. Demenza comune, però. Ieri il quotidiano fondato da Antonio Gramsci titolava così in prima pagina: “Patto Grillo-Berlusconi: fermare il cambiamento”. In sé potrebbe sembrare una mistificazione come tante, anche dalle nostre parti spesso la realtà la si aggiusta un po’ alla bisogna. Purtroppo è molto peggio, e non soltanto perché nessuno crederebbe che Grillo e il Cav. possano condividere alcun disegno. Il punto è che l’Unità è stata fino all’altroieri la pedina avanzata dello spericolato, goffo e protervo tentativo bersaniano di mercanteggiare un futuro di governo coi 5 stelle. Un patto con quello stesso Grillo al quale Bersani e i suoi piccoli turchi avevano dedicato una campagna elettorale dall’aggettivazione contundente – populista, berlusconiano, paramafioso, per citare le carezze.
Storditi dalla vittoria mutilata, i dignitari del Pd si sono poi consegnati in blocco al loro torturatore. E più Grillo li insultava e più loro eccitavano il suo sadismo proponendogli accordi, desistenze, fuitine parlamentari. Illusi nel loro machiavellismo di riporto, sognavano di fare scacco al Grillo, alla peggio dipingendolo come quello che disdegnò di salvare l’Italia con la sinistra. La sinistra? Che resterà di questa parola, quando l’eco degli schiaffi e delle pernacchie subite si sarà dissolto? Perché, comunque vada al Quirinale o a Palazzo Chigi (e butta male assai), Bersani e i compagni dell’Unità rischiano di lasciarsi alle spalle soltanto Renzi a spalare le loro macerie. Bene che vada. Ma poi quale bene?